
In occasione della Giornata del Ricordo vi lascio questo.
“Ancora si parla di “profughi”: altre le persone, altri i termini del dramma. Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi.”.
(da L’unità del 30 novembre 1946)
L’”alito di libertà” era quello degli aguzzini del maresciallo Tito la cui pulizia etnica veniva definita “avanzata degli eserciti liberatori”, mentre “I gerarchi, i briganti neri, i profittatori” erano gli italiani che scappavo dalle torture e dalla morte atroce nelle foibe. Una terribile e lucida follia quella dei giornalisti comunisti che almeno a quel tempo avevano il coraggio di definirsi tali e per cui nessuno ha mai sentito il bisogno di chiedere scusa.
Una delle pagine più disgustose della storia della sinistra italiana che fa il paio con il Treno della Vergogna che nel 1947 portò gli esuli italiani di Istria, Quarnaro e Dalmazia ad Ancona il quale venne ribattezzato dai ferrovieri “treno di fascisti” e lo presero a sassate alla stazione di Bologna.
Sono passati tanti anni dall’esodo da Istria e Dalmazia e il comunismo è stato sepolto dalla vergogna degli stessi comunisti. E’ stata istituita per legge la Giornata del Ricordo per non dimenticare quei fatti, ma quello degli esuli rimane un olocausto di serie B.
Solo in pochi fanatici comunisti o iscritti all’ANPI dicono oggi che se l’erano meritato oppure che erano tutti fascisti o che le foibe non sono mai esiste, ma il pregiudizio rimane vivo. Ed è facilmente dimostrabile pensando alle cerimonie in onore del loro sacrificio e all’orrore comunista. Molto spesso i sindaci di sinistra e le istituzioni sinistre partecipano di malavoglia o non partecipano affatto facendosi sostituire da qualche funzionario anonimo.
Un modo per farli morire ancora, per rubargli di nuovo la casa, gli affetti e la patria abbandonati di notte per evitare lo sterminio toccato a tanti di loro e le torture e gli stupri di molti toccati invece a Norma Cossetto diventata simbolo eterno.
Ci pensino quest’anno i sindaci di sinistra e le istituzioni sinistre, questi nostri compatrioti e fratelli hanno già sofferto abbastanza per il solo fatto di essere italiani. Il comunismo non esiste più, loro invece, le istituzioni, ci sono ancora con tutto il loro orgoglio.









