Il contratto LegaStellato

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Ho voluto leggermi il Contratto LegaStellato con tranquillità e senza pregiudizi di parte, senza ostilità o complicità. Ci sono capitoli da non sottovalutare e che costituiscono, anche se in maniera debole e vaga, delle possibilità che anche gli oppositori farebbero bene a prendere in considerazione seriamente. Ne esistono invece alcuni che sinceramente mi sembrano decisamente preoccupanti. L’approccio di fondo è sicuramente deludente e al disotto delle aspettative. Continua a leggere

Matteo non fare sciocchezze

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E no Matteo, questa smania di andare al Governo a tutti i costi mi lascia perplesso e esterrefatto.

Non compiere la sciocchezza di un’alleanza con i grillini, non andresti da nessuna parte e da nessuna parte andrebbe l’Italia. Saresti il socio di minoranza di un Governo che al massimo avrebbe qualcosa di buono solo nel titolo: Governo di cambiamento. Solo Dio sa quanto ne avremmo bisogno di cambiamento, di liberarci dalle servitù internazionali, di liberarci dagli affaristi, dagli antifascisti e dagli sfascisti, dai sinistri, dalla sinistra e dai mercenari. Solo Dio sa di quanto abbiamo bisogno di liberare le nostre energie e far ripartire questo Paese depresso, fermo su idee bloccate, incrostato dalla ruggine della burocrazia. Continua a leggere

Nuvola bianca

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Per i palazzi svolazzava una nuvola bianca, se ne stava impettita, un po’ pensierosa e diffidente. Osservava di qua, ascoltava di là, fiutava, annusava, si faceva un’idea ma non poteva condividerla, non la poteva discutere con nessuno.

Lui, il nostro Presidente Mattarella, è stato messo lì come altri. Come Gentiloni o Delrio e altri ministri del passato governo. Anche Mattarella deve la sua posizione a un capriccio di Renzi che fece saltare il Nazzareno e qualsiasi altro accordo tra gentiluomini o presunti tali. Renzi guardò dentro il freezer dei politici trombati e là in fondo con la data di scadenza quasi prossima trovò il Mattarella che giaceva lì da anni senza che nessuno si ricordasse di lui. Quindi per affermare ancora una volta che nel Paese era vigente il suo nuovo regime Egocratico si affrettò a sbrinarlo e a porlo al Quirinale. Continua a leggere

Intervista a Mr. Establishment

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Come si sente Mr. Establishment dopo le elezioni italiane?

E come vuole che mi senta, molto incazzato e imbarazzato.

Come mai, le elezioni in una democrazia dovrebbero sempre essere una festa, una festa della democrazia?

E’ no, mica sempre. Gli elettori ci hanno tradito. Elettori poi, la parte più ignorante del popolo italiano. Quella che una volta quando non era di moda il politicamente corretto chiamavamo “popolo bue”. Continua a leggere

Caro Matteo (Salvini)

Stampa Estera. Conferenza stampa di Matteo Salvini sulla Flat Tax

Caro Matteo (Salvini chiaramente),

mi permetto di darti del tu anche se non ti conosco personalmente, ma perché una volta su questo blog ti ho definito “Figo alla Salamella” cercando di mettere in evidenza la tua vicinanza alla gente, soprattutto a quella che fa fatica e a quella che non si fida e cercando anche di differenziarti dall’altro Matteo (Renzi per intenderci) che avevo definito “Figo al Caviale” per la sua boria, la sua vicinanza che a volte diventava anche invidia per i cosiddetti poteri forti e per il suo atteggiamento tipico di chi pensa di saperne sempre una pagina più del libro. Spero davvero che tu non ne abbia a male né per il fatto che ti do del tu né per la definizione che ti ho appioppato. Continua a leggere

Dopo voto

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Da anni l’occidente è pervaso da due tipi di rabbia sistematicamente ignorate dalle élite autoreferenziali e presuntuose. La rabbia di chi continua a vedere diminuito il proprio standard economico e quella di chi, pur non avendo particolari problemi economici e di lavoro, percepisce un problema di sicurezza legato all’immigrazione non regolata e difficilmente sopportabile in Paesi come il nostro che hanno pochissimo da offrire. Tanto più l’establishment nega questi sentimenti tanto più nel ceto medio e medio basso crescono sentimenti di rivalsa e di vendetta e questa parte di popolazione usa gli strumenti che ha a disposizione per ribaltare la situazione. Continua a leggere

Rossi vs neri

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Partiamo da un’affermazione che deve essere valida sempre per tutti, rossi e neri, grigi e rosa di varie tonalità e pure per i bianchi: la violenza è da condannare sempre senza reticenze, sfumature o punti di vista.

D’accordo?

Se si andate pure avanti a leggere, se invece avete già adesso delle posizioni preconcette o di parte lasciate perdere, chiudete tutto e datevi all’ippica. Continua a leggere

Embraco e dintorni

Lavoro: crisi Embraco, sciopero 8 ore e corteo

Scusate ragazzi, ma nel momento in cui si accetta il capitalismo e la globalizzazione con conseguente libertà di circolazione delle merci, dei capitali e delle persone che genere di critiche volete fare ad Embraco e a tutte quelle aziende che vogliono andarsene e se ne vanno dall’Italia?

Forse volete sostenere che queste aziende non sono “morali”?

Ma cocchi di mamma il mercato mica è un ente morale. Il mercato è un mostro che ragiona per interesse e le aziende che stanno sul mercato hanno come scopo quello di fare utili e non di fare beneficenza o fare gli interessi della nazione o dei dipendenti.

Questo è ciò che è stato scelto adottando questo sistema economico e tutto ciò che va di contorno: mercato globale, UE, delocalizzazione, ricerca di aree più competitive, ecc. Bisogna smetterla di cercare moralità in situazioni dove la moralità è bandita.

Prima accettate la globalizzazione e ci assicurate che sarà la panacea di tutti i mali, accettate senza battere ciglio l’apertura dei mercati e delle frontiere poi quando la globalizzazione fa quello per cui è nata correte a Bruxelles facendo finta di incazzarvi, a sbattere i pugni sul tavolo e a gridare “Non è giusto!”.

Ma chi volete incantare?

Vabbè che siamo (siete) in campagna elettorale, ma solo degli sprovveduti possono ancora credere nel vostro patetico ruggito del micio. Pensate davvero che ci siamo bevuti il cervello?

La verità è che per anni avete smesso di far politica e cioè di porre degli argini all’arbitrio del mercato risultando sostanzialmente inutili.

 

Toni Capuozzo

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Leggo commenti che minimizzano, isolano, circoscrivono. Non mi interessa quanti fossero, chi fossero, se siano stati isolati o ignorati, quelli che hanno inneggiato alle foibe nel corteo antifascista di Macerata. Il problema è che c’erano, ritenevano di aver diritto di esserci, e ci sono rimasti. E molti tra quelli che hanno partecipato, o solidarizzato da lontano con quella manifestazione sembrano più intenti a cogliere le sfumature che ne conseguono nel rapporto tra le varie anime della sinistra che a ragionare su quella macchia. Continua a leggere