
All’inizio di questa storia cinese Riccardo Ruggeri scrisse: “ci sarà più Spread/Pil che virus”. Ebbene siamo arrivati alla resa dei conti o del Conte, vedete voi. Continua a leggere

All’inizio di questa storia cinese Riccardo Ruggeri scrisse: “ci sarà più Spread/Pil che virus”. Ebbene siamo arrivati alla resa dei conti o del Conte, vedete voi. Continua a leggere

Siamo davvero sulla stessa barca? Non credo.
Non lo siamo dal punto di vista sanitario.
C’è chi rischia di più, i sanitari, le forze dell’ordine, quelli che continuano a lavorare e pure quelli che fregandosene della quarantena se ne stanno uno accanto all’altro. E c’è chi rischia meno, tutti gli altri. Continua a leggere

Ascoltando il dibattito in Senato di ieri mattina mi sono reso conto che la sinistra non ha avanzato assolutamente nessuna proposta su cosa fare, non tanto per la situazione sanitaria, gestita peraltro in maniera assolutamente dilettantesca e approssimativa dal Governo e da quelli che gli stanno intorno, ma soprattutto per il sostegno che dovrebbe essere dato immediatamente all’economia di questo povero Paese. Continua a leggere

Il nuovo accessorio trandy
In questo periodo di Covid-19 è salito alla ribalta un nuovo accessorio alla moda: la mascherina. Ognuno usa quella che trova, quella che gli pare, qualcuno addirittura se la fa in casa con la carta forno o con altri materiali che ha disposizione e quantomeno non adatti alla bisogna. Qualcuno appare in TV come il ministro Boccia con la mascherina fatta di carta igienica o qualcosa di simile, lo stesso tipo di quelle inviate alla Regione Lombardia e schifate da Gallera, l’importante è averla. Mi domando poi com’è che nessuno ha ancora messo il proprio logo su tale accessorio: sarà per pudore, ma probabilmente, perdurando la crisi, qualcuno ci penserà. Qualcuno sta anche guadagnando con l’accessorio, ma trattasi di prassi normale in un’economia di mercato come la nostra: se si vogliono calmierare i prezzi sia lo Stato ad acquistarle per tutti e a distribuirle capillarmente e anche gratuitamente. Il punto è comunque un altro e cioè se effettivamente la mascherina sia utile per noi poveri cristi che andiamo a fare la spesa, dal tabaccaio o al cimitero (in visita in questo caso). Leggendo qua e là sembra proprio che non siano necessarie e che sia sufficiente stare a distanza di starnuto potente l’uno dall’altro, ma possiamo anche stare più lontani nessuno ce lo impedisce e nessuno ha ancora fatto un Dpcm o un’ordinanza in questo senso. Tornando all’accessorio se ne vedono in giro di tutti i tipi e di tutti i colori. Da quello chirurgico che serve appunto al chirurgo per non far posare eventuali propri germi sulla ferita del paziente e potrebbe essere utile esclusivamente alle persone infette proprio per non infettare chi gli sta vicino: ma come si fa a sapere di essere infetti? Solo dopo aver fatto un tampone, ma mica siamo tutti calciatori professionisti o parlamentari o giornalisti o conduttori televisivi, ecc. Altri girano con FFP2 o FFP3 con valvola, certo loro stanno tranquilli e possono anche mettersi a verniciare il cancello a spruzzo controvento, ma se sono positivi il virus lo diffondono eccome. Altri ancora girano con FFP2 o FFP3 senza valvola, ma se la devono togliere dopo poco a meno che non vogliano soffocare. Morale della favola, come dice il prof. Ricciardi, alle persone sane non servono. Per cui lasciamo le mascherine a chi è costretto ad utilizzarle per proteggersi per motivi professionali o per motivi di salute, non sprechiamo risorse. Continua a leggere

E quindi abbiamo un nuovo decreto che fa diventare l’Italia un lazzaretto, quello che Conte non avrebbe mai voluto. Ma tant’è, gli eventi sono precipitati e così da zone rosse e gialle a zone arancioni e ad altre con sfumature varie tutto il Paese s’è tinto di rosso cupo. Continua a leggere

Un conto sarebbe scendere in piazza per protestare contro un regime oppressivo come si sta facendo da tempo ad Hong Kong senza che l’occidente, a parte Trump, dica qualcosa, però ci vogliono le palle. Oppure per manifestare contro un Governo che vara delle Leggi che sono contro il tuo pensiero come sta succedendo da tempo in Francia e anche qui ci vogliono le palle, ma anche sapere bene come la pensi. Oppure scendere in piazza per proporre le tue soluzioni, i tuoi desiderata, la tua idea come sta facendo Greta Thunberg, ma almeno Greta sa cosa vuole o lo sa qualcun altro che la usa. Ma che senso può avere scendere in piazza senza avere nulla da dire, nulla da proporre mescolandosi semplicemente nel conformismo sinistro del momento per dare contro a un politico e a una formazione politica che è ora all’opposizione? Continua a leggere

Forse non tutti sanno che ormai da poco più di 30 mi occupo di informatica con una mia azienda tra alti e bassi. Ho cominciato questa avventura quando avevo 26 anni cercandomi clienti, imparando tante cose dal punto di vista professionale e anche nei rapporti con i clienti, gestendo un certo numero di dipendenti e di collaboratori. Insomma, mi sono fatto “esperienza” come penso chiunque abbia fatto mettendo in piedi una sua attività e abbia nel corso degli anni cercato di farla crescere il meglio possibile. Continua a leggere

Da tempo se non addirittura da sempre a sinistra si continuano a confondere i glutei con le guance e anche l’occasione del trentennale dell’abbattimento del Muro di Berlino non fa eccezione.
Come alcuni commentatori hanno scritto non è certo chi abbia costruito il Muro e per quale motivo. Sembra che non siano stati i comunisti della DDR spinti da quelli sovietici, ma molto più probabilmente delle entità non ben identificate, forse dei marziani, che avevano la necessità di tenere fuori dalla loro nazione estesa i fascisti. Non a caso infatti il muro a est era chiamato Antifaschistischer Schutzwall (barriera di protezione antifascista) e riprendendo questo nome nei giorni scorsi il Muro è diventato il simbolo di quei muri sorti fisicamente o metaforicamente per tenere fuori i migranti e cioè un Faschistischer Schutzwall (barriera di protezione fascista), un manufatto edilizio simbolo dei nazionalismi e dei sovranisti peggiori. Continua a leggere

“Siamo vacche in un allevamento intensivo gestito da uno stato-cancro che si nutre digerendo il suo corpo.”
Attraverso il patto di due partiti che si sono odiati e insultati per dieci anni in attesa di fondersi per sopravvivere, all’insegna dello statalismo sovietico peggiore porteranno migliaia di piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e liberi professionisti al collasso definitivo spremendo quel poco che rimane imponendo nuove tasse assurde e aumentando la burocrazia. Allo stesso tempo riportano il paese allo stato di un porto franco dell’immigrazione clandestina facendosi schernire e prendere in giro dall’Europa che ci promette sempre e non mantiene mai. C’è il tradimento fatto con facce sorridenti di quelli che se ne fregano delle promesse di non spremere ulteriormente gli italiani facendoli cadere in uno stato di polizia tributaria da cui difficilmente ricaveranno qualcosa. Noi partite IVA siamo di nuovo delinquenti, ladri, truffatori, evasori.
Con la scusa del Paese Verde caricheranno la trave portante del Paese di nuovi balzelli, tasse, imposte e burocrazia spezzandola definitivamente. Trenta miliardi tanto per gradire, 23 per bloccare subito l’aumento dell’IVA, 7 da un improbabile recupero dall’evasione fiscale e il resto a debito sostenuto da nuove clausole a cui dovranno pensare quelli che verranno. Il tutto così per tutelare statali e lavoratori che secondo lo schema stalinista sono gli unici che lavorano e pagano le tasse senza sapere che le tasse non le pagano loro ma siamo noi Partite IVA che le paghiamo per loro.
Non hanno una strategia, non hanno nessuna visione e non hanno vergogna. La storia recente non ha insegnato niente e molte delle trovate del Governo Giuseppi ricalcano quelle del Governo Monti, dallo Stato di Polizia Tributaria, alle tasse sulla casa a quella sul contante, sulle merendine, perfino sugli animali da compagnia.
La verità è che i trenta miliardi servono per alimentare le metastasi dello spreco spumeggiante, del clientelismo retorico che ha distrutto il sud del Paese, della burocrazia che si nutre della fatica di chi ci mette la faccia, rischia, si dà da fare. Ma si fanno belli perché hanno diminuito i parlamentari di 300 unità con il risparmio di un caffè a testa.
Sostengono che il Paese più verde, più equo sia quello che obbliga i poveracci a cambiare l’auto oppure ad andare a piedi e nessuno si incazza, nessuno si mette un gillet giallo e va in piazza. Qui si ingoia tutto, perfino un deficiente truccato da Joker che dice “adesso siamo diversi, stiamo con il PD e se non vi sta bene andate affanculo” alla faccia dell’onestà, onestà.
Basta un uccellino che si posi sulla trave Italia per spezzarla, ma questi sostengono nella loro demenziale impostazione che le tasse siano belle e servono per far crescere il Paese.
Paese verde? Si, certo, ma di bile.

Quello instaurato dal Governo BisConte e dalla sua maggioranza è sicuramente un bel clima. Non sappiamo se alla base della decisione di Facebook di cancellare le pagine di Casa Pound, di Forza Nuova e di alcuni profili a loro legati in qualche modo ci sia stata una sollecitazione del nuovo Governo, sicuramente però tutta la combriccola sinistra ha fatto festa e sono tornate alla luce alcune vocazioni censorie: dalla Senatrice ad honorem Segre alla Boldrini, in molti ora vogliono questo e cioè un bavaglio su Facebook per zittire le “voci dell’odio”. Continua a leggere
contro l'ipocrisia e il pensiero unico dominante
Ogni sguardo è una scoperta. Ogni scoperta è una gioia che va raccontata.
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