Patetici

pd

In questi giorni sono stato un po’ masochista, ma l’ho fatto per capire cosa sta succedendo nel PD. Nulla di preoccupante per l’amor del cielo, almeno per uno come me che il PD lo vede un po’ come un’accozzaglia di posizioni a volte anche incompatibili fra di loro le quali fino a poco tempo fa erano legate insieme dall’odio atavico verso Berlusconi ed ora hanno come unico collante la tenuta di posizioni di potere fino alla morte. Continua a leggere

Centro destra

Quello sottoscritto l’altro giorno ad Arcore da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è un accordo per il futuro del Paese, per il rilancio del centrodestra unito di governo, per una prospettiva che rappresenti un’alternativa reale e credibile al Partito democratico e a Matteo Renzi. Continua a leggere

Il Sovrano e il suo Vicario

testo-scheda-referendum-638x425

Ho sempre auspicato che una riforma costituzionale e una riforma del modello di Stato del nostro Paese portasse ad un modello federale in cui buona parte delle prerogative statali fossero devolute alle Regioni portando lo Stato più vicino ai cittadini e garantendo di conseguenza un esercizio da parte di questi ultimi più corretto e più attento delle propria sovranità. Continua a leggere

Citius, Altius, Fortius

roma_olimpiadi-logo

Più veloce, più alto, più forte, il motto dei Giochi Olimpici.

Buona parte di quello che ho letto da quando il Sindaco pentastellato di Roma Virginia Raggi ha detto no alle Olimpiadi è un coro di sostegno a questa scelta che arriva dai sostenitori di quei movimenti politici che, come sapete, considero non pronti a governare non dico il Paese intero ma nemmeno una media città salvo casi rari e sporadici. Continua a leggere

Rita Pavone, la zanzara

14141510_1418463921504102_7862985179983454928_n

Rita Pavone, la zanzara: dal buonismo alla responsabilità

di Edoardo Varini

Desta scalpore il tweet di Rita Pavone sull’ospitare anche i terremotati – come gli immigrati – negli alberghi. Testualmente: «Tende no! Se ospitiamo in albergo coloro che accogliamo quotidianamente, a maggior ragione lo si faccia per i nostri connazionali terremotati».
Il ragionamento non fa una grinza. Ma il problema è che ad essere terremotate, prima ancora delle aree colpite dal sisma, sono le teste dei nostri governanti e di tutti coloro che credono sia ancora una cosa up to date, emancipata, che “fa figo” ostentare la convinzione che gli uomini di colore sono alla nostra stregua.
Che se solo lo devi ostentare, perdonatemi, è perché non lo pensi. È perché hai la coscienza sporca.
Una frase di una tale lucidità non l’ha detta un accademico, un politico, un giornalista di fama, no, l’ha detta Rita Pavone, “Rita la zanzara”, come dal titolo del film che la vede protagonista e che echeggia una testata studentesca del milanese Liceo Parini, sequestrata per oscenità pochi mesi prima dell’uscita del film.
Tra i collaboratori del giornale da 50 lire a copia vi erano futuri giornalisti quali Walter Tobagi e Vittorio Zucconi, gente che sin da giovane con l’informazione ci sapeva fare.
I soli che non lo compravano, il giornale, erano quelli di “Gioventù studentesca”: da immaginarselo, la futura “Comunione e liberazione”.
Il testo incriminato era un’inchiesta sulla sessualità giovanile, dove si leggevano frasi per l’epoca intollerabilmente eversive quali: «Se potessi usare gli anticoncezionali non mi porrei limiti nei rapporti prematrimoniali», detto da una studentessa. Figuriamoci!
Non è la prima volta che il nome di Rita Pavone si accosta a un capovolgimento del modo di pensare: allora, dal moralismo al Sessantotto. Oggi dal buonismo alla responsabilità.

Continua a leggere