Delusione

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Sono deluso da questa America che oggi va al voto per eleggere il nuovo Presidente. Io, come credo molti, abbiamo sempre guardato agli Stati Uniti come alla Nazione dove tutto era possibile in positivo, dove la libertà e la democrazia erano addirittura nella definizione stessa di Stati Uniti, dove chiunque avrebbe potuto realizzare i suoi sogni e dove il Presidente era il garante supremo di tutto questo.

Ci siamo illusi ed ora il nostro sogno di ammirazione è esploso come una bolla di sapone riportandoci alla realtà di una Nazione non troppo diversa dalla nostra o da altre.

Sono d’accordo con gli americani che in gran parte non si riconoscono in nessuno dei due candidati: uno, Donald Trump, potrebbe al massimo essere un partecipante ad un reality sulla Casa Bianca; l’altra, Hillary Clinton, ha talmente tanti scheletri nel suo armadio che mai, in tempi normali, avrebbe potuto avvicinarsi alla Casa Bianca.

Gli Stati Uniti hanno due problemi da risolvere non troppo diversi da quelli europei.

Il primo sociale è relativo al fatto che gli Stati Uniti non sono più la rappresentazione mondiale della speranza e della crescita economica. La classe media è stata annientata, i giovani devono indebitarsi per studiare nelle migliori Università senza avere la speranza concreta di trovare un lavoro corrispondente, la gente per mantenersi deve fare più lavori e le famiglie sono gravate da uno spaventoso debito. L’americano medio, non quello delle grandi città, si sente tradito e a volte disperato. Aveva creduto nel famoso “Yes we can” di Obama ripreso anche qui da noi, ma sappiamo bene come andata a finire. E questa delusione ha convinto molta gente a scegliere un candidato, Trump, rompendo di fatto l’integrità dei partiti tradizionali.

Il secondo è dentro l’establishment che è diventato troppo autoreferenziale e troppo ricco, lontano dal Paese e non più equo come era stato decenni fa. Un’America che propone ed elegge prima Bush padre e poi Bush figlio e che adesso propone la moglie dell’ex Presidente Clinton denota quanto la scelta dei candidati sia appannaggio solo delle élite e di come si sia stabilita una sorta di passaggio di consegne all’interno dell’aristocrazia come fosse quella europea spazzata via dalla Rivoluzione Francese. Non che in tempi passati fosse diverso, ma il “sogno americano” funzionava ancora.

Quello che abbiamo saputo attraverso le email della signora Clinton diffuse da Wikileaks è sconcertante. Svelano gli intrighi fatti di corruzione implicita e talvolta anche alla luce del sole, favori tra potenti, logiche da clan, favori dei media e agende segrete lontane anni luce da quelle pubbliche.

Guardando l’elenco che segue c’è da restare allibiti:

  • Arabia Saudita da 10 e 25 milioni di dollari
  • Kuwait da 5 e 10 milioni di dollari
  • UAE da 1 milione e 5 milioni di dollari
  • Brunei da 1 milione e 5 milioni di dollari
  • Qatar da 1 milione e 5 milioni di dollari
  • Oman da 1 milione e 5 milioni di dollari
  • Algeria da 250 e 500 mila dollari

Si tratta di alcune delle cifre versate alla Fondazione Clinton (fonte FoxNews) da parte di Paesi arabi, alcuni dei quali non proprio rispettabili, per “colloqui personali” e partecipazioni a convegni vari.

C’è di più: sembra anche che lo stesso Dipartimento di Stato abbia fatto versamenti alla Fondazione Clinton.

E ancora di più: secondo Assange sembra non essere stato Sarkozy a volere la caduta di Gheddafi bensì Hillary Clinton addirittura contro la volontà di Obama.

Ed allora come può essere credibile Hillary Clinton?

Purtroppo non credo sia possibile chiedersi quale sia il candidato migliore, ma quale non sia il peggiore anche per noi europei.

Donald Trump è sicuramente un’incognita, un po’ come Tsipras all’epoca in Grecia oppure Grillo o Salvini qui da noi. Però l’esperienza insegna che di solito anche personaggi non propriamente ortodossi una volta arrivati al potere cambiano il loro atteggiamento e riconosco i limiti che si devono imporre.

Hillary Clinton invece ormai è un libro aperto è rappresenta la continuità della politica estera americana che dall’11 settembre 2001 ha portato alla destabilizzazione di Egitto, Tunisia, Libia, Siria, Ucraina, ecc., che ha dichiarato guerra al terrorismo islamico non indebolendolo ma facendolo crescere e che, attraverso azioni opache e molto ambigue, ha portato alla nascita dell’ISIS. Rappresenta anche quella parte di America che vuole regolare definitivamente i conti con la Russia di Putin per cui noi europei dovremmo essere molto preoccupati sia dal punto di vista economico che da quello militare.

Ecco perché se fossi americano voterei per Donald Trump e non per quella signora che dai media italiani ed europei viene definita paradossalmente essere moderata e progressista.

In ogni caso questa America è una delusione così come lo è quest’Europa e anche quest’Italia.

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